DANIELE PIERINI
chitarra
Torinese di nascita, ma sempre vissuto ad Aosta, Daniele, classe 1979, inizia ad avvicinarsi alla musica insieme al fratello maggiore all'età di 7-8 anni, grazie al dono di una tastiera e all'ascolto dei dischi paterni di De Andrè. A 12 anni inizia a studiare pianoforte accompagnato dal musicista jazz valdostano Beppe Barbera. Interrotti tali studi dopo tre anni, si era nel frattempo dedicato alla chitarra elettrica, intraprendendo, grazie ad essa, le sue prime esperienze musicali collettive.
Sin dall'inizio avverte la musica come un'esigenza di espressione emotiva, forse a volte repressa sul piano comunicativo verbale e gestuale e per questo concepisce un modo di suonare molto spontaneo, che si avvale di strumenti e tecniche diversi per dare corpo a sentimenti diversi.
Al liceo avviene l'incontro fortuito con il mondo dell'autoproduzione e del pensiero punk, sebbene ad Aosta le realtà di tale genere fossero piuttosto esigue ed incontrassero scarsi successi (nonostante, ad esempio, il riconoscimento a livello nazionale di gruppi valdostani come i Kina). Lo affascinava la visione della musica come mezzo d'espressione politica, sociale, emotiva. In quest'ottica maturarono i primi gruppi: i Rudimenti, gruppo hardcore d'esordio che lo fece crescere artisticamente e allargò i suoi orizzonti attraverso viaggi e incontri con nuove persone. Proprio da queste nuove reti relazionali nacque il sodalizio Encore Fou, ancorato a Torino per la presenza di due piemontesi, di cui uno era Andrea Pomini, personaggio noto dell'autoproduzione sabauda. Il gruppo ebbe ottimi riscontri giungendo a suonare come band di supporto per il concerto Al Vidia di Cesena degli amici americani At the Drive In.
Proseguì gli studi di chitarra grazie alle lezioni di Alberto Ventrella sulle tecniche del Finger Picking e ad un corso presso il Centro Jazz di Torino.
Promotore de I Treni all'Alba, concepisce il gruppo come un travalicamento delle barriere e classificazioni di generi per arrivare ad una composizione nella quale si fondono mondi artistici differenti.
È parallelo a questa crescita del gruppo l'avvicinamento alle tecniche del montaggio video, la cui conoscenza confluisce oggi ampiamente nel progetto I Treni all'Alba, dove le immagini diventano parte integrante del ritmo e della melodia; è, infatti, lui che ha montato il cortometraggio Sibilla che attualmente il gruppo utilizza nelle proprie esibizioni, delle quali è anche regista.
Parallelamente suona come fisarmonicista in un quartetto formato, oltre che dal suo strumento, da una tromba, un trombone e un contrabbasso. Sta, inoltre, sperimentando le tenui melodie del sitar che ha acquistato in un viaggio in India.
Studente di Scienze dell'Educazione, lavora come educatore in una cooperativa sociale.